Con la consulenza del Dr. Luca Gianaroli, Direttore Scientifico IIRM
Cos’è la poliabortività
In termini prettamente medici, quando parliamo di poliabortività ci riferiamo a due o più aborti spontanei consecutivi. Per le coppie che desiderano fortemente un figlio, però, è anche un’esperienza dolorosa e spesso fonte di ansia, che porta a chiedersi se questa condizione implichi automaticamente infertilità. La risposta, tuttavia, non è sempre semplice: la poliabortività può essere un segnale di problemi riproduttivi, ma non sempre equivale ad assoluta impossibilità di portare a termine una gravidanza.
Il legame con la fertilità
La poliabortività può rappresentare un campanello d’allarme su possibili problemi di fertilità, perché indica che qualcosa nel percorso dell’impianto e della gravidanza non funziona come dovrebbe. Può essere legata a fattori genetici, ormonali, immunologici o anatomici dell’utero. Questi elementi non impediscono necessariamente il concepimento, ma possono rendere più difficile condurre a termine la gravidanza.
È fondamentale distinguere tra infertilità vera e propria, cioè l’incapacità di concepire dopo un anno di rapporti regolari, e poliabortività. Molte donne con aborti ricorrenti riescono comunque a concepire naturalmente, ma hanno bisogno di un percorso mirato per aumentare le probabilità di successo.
La diagnosi come strumento chiave
Per comprendere il legame tra poliabortività e infertilità è necessario un approccio diagnostico accurato. Attraverso esami del sangue, valutazioni genetiche, ecografie e altri test specialistici, in molti casi è possibile identificare le cause sottostanti.
Ogni coppia è diversa: conoscere le ragioni specifiche permette di pianificare terapie personalizzate, che possono includere trattamenti farmacologici, interventi chirurgici o tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Questo approccio aumenta le probabilità di una gravidanza regolare e può contribuire a ridurre il rischio di futuri aborti.
Strategie cliniche e terapie personalizzate
Il percorso terapeutico dipende dalla causa individuata. Se la poliabortività è legata a squilibri ormonali o problemi immunologici, è possibile intervenire con farmaci mirati. Se ci sono anomalie anatomiche dell’utero, la chirurgia può correggerle. Le problematiche di natura genetica possono essere affrontate ricorrendo alla diagnosi preimpianto. Nei casi più complessi, le tecniche di PMA, come FIVET o ICSI, possono offrire un’opportunità concreta per superare le difficoltà legate alla fertilità, sempre con un approccio personalizzato e basato su dati clinici.
Ruolo della nutrizione e dello stile di vita
Uno stile di vita sano è un alleato importante. Alimentazione equilibrata, mantenimento del peso corporeo nella norma e attività fisica regolare possono contribuire a migliorare la fertilità di entrambi i partners e ridurre il rischio di complicanze in gravidanza. La consulenza nutrizionale aiuta le coppie a correggere abitudini scorrette e ottimizzare le condizioni fisiche per aumentare le probabilità di successo.
Supporto psicologico durante il percorso
Affrontare aborti ricorrenti è emotivamente complesso. Ansia, senso di colpa e paura di futuri insuccessi possono aumentare lo stress dei partners e della coppia. Il supporto psicologico permette di elaborare emozioni, favorire la resilienza e affrontare con maggiore serenità i percorsi clinici, contribuendo al benessere complessivo della coppia.
Il nostro obiettivo
Il nostro approccio mira a comprendere il legame tra poliabortività e infertilità e a costruire percorsi personalizzati per ogni coppia. Grazie a diagnosi precise, terapie mirate, tecnologie avanzate e ascolto attento dei pazienti, possiamo aumentare le probabilità di concepimento e supportare la coppia in ogni fase del percorso. L’obiettivo non è solo ottenere una gravidanza a termine, ma farlo con il massimo rispetto per la salute fisica ed emotiva dei pazienti.