Con la consulenza del Dr. Luca Gianaroli, Direttore Scientifico IIRM
L’infertilità raramente deriva da un solo fattore. È spesso il risultato di equilibri che si alterano nel tempo, anche a causa di abitudini e comportamenti che fanno parte della vita quotidiana. Fumo, alcol e stress agiscono in modo silenzioso sull’organismo, influenzando livelli ormonali, cellule riproduttive e capacità di impianto. Comprenderne i meccanismi non significa cercare colpe, ma acquisire strumenti concreti per migliorare le condizioni biologiche della fertilità, femminile e maschile.
Il fumo: un nemico diretto della fertilità
Il fumo di sigaretta, attivo e passivo, è uno dei fattori ambientali più studiati in relazione all’infertilità. Le sostanze tossiche contenute nel fumo, come nicotina, monossido di carbonio e metalli pesanti, entrano rapidamente nel circolo sanguigno e raggiungono gli organi riproduttivi.
Nella donna, il fumo accelera l’invecchiamento ovarico, riducendo la riserva ovarica e compromettendo la qualità degli ovociti. Agisce anche sull’endometrio, rendendolo meno recettivo all’impianto embrionale, e aumenta il rischio di aborti spontanei e gravidanze extrauterine.
Nell’uomo, il fumo incide sulla produzione e sulla qualità degli spermatozoi: diminuisce il numero, riduce la motilità e aumenta la frammentazione del DNA spermatico, un fattore che può influire negativamente sulla fecondazione, sull’impianto e sull’evoluzione della gravidanza.
Non si tratta di effetti reversibili nel breve periodo: per questo, smettere di fumare è una scelta che richiede tempo, supporto e spesso l’aiuto di specialisti.
Alcol: quando la quantità fa la differenza
Il consumo di alcol è socialmente accettato e spesso associato a momenti di convivialità. Tuttavia, anche quantità considerate “moderate” possono avere un impatto sulla fertilità, soprattutto se assunte regolarmente.
Nella donna, l’alcol interferisce con l’equilibrio ormonale, può alterare l’ovulazione e influire negativamente sulla qualità ovocitaria. Nell’uomo, riduce i livelli di testosterone, compromette la spermatogenesi e può favorire alterazioni nella morfologia degli spermatozoi.
Durante un percorso di ricerca della gravidanza, e ancor più durante trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita, l’alcol rappresenta un fattore di rischio evitabile. Ridurne drasticamente l’assunzione, o sospenderla, è una scelta che migliora le condizioni biologiche di partenza.

Lo stress: un fattore invisibile ma potente
Lo stress è forse il fattore più complesso da riconoscere e gestire. Non è una malattia, ma una risposta dell’organismo a una situazione percepita come minacciosa o impegnativa. Quando diventa cronico, però, può avere effetti profondi sull’equilibrio neuroendocrino.
Lo stress prolungato attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, aumentando la produzione di cortisolo. Questo ormone, se costantemente presente a livelli elevati, può alterare il ciclo mestruale, ridurre la libido e influenzare negativamente la qualità dei gameti.
Nelle coppie che affrontano problematiche riproduttive, lo stress non è solo una conseguenza, ma talvolta un amplificatore delle difficoltà. Ansia, senso di colpa, paura del fallimento e pressione sociale possono accumularsi e rendere il percorso ancora più faticoso.
Intervenire sui meccanismi, non solo sui sintomi
Intervenire su fumo, alcol e stress non significa cercare una causa unica dell’infertilità, ma migliorare lo stato di salute generale per costruire un percorso riproduttivo più efficace. In IIRM, questi aspetti vengono considerati parte integrante della valutazione clinica.
Il supporto di specialisti, come nutrizionisti, psicologi e professionisti esperti in smoking cessation, permette di intervenire in modo personalizzato, realistico e sostenibile. Piccoli cambiamenti, se guidati e mantenuti nel tempo, possono avere un impatto significativo sugli esiti dei trattamenti.
Consapevolezza, non colpa
È importante ribadirlo: infertilità non significa colpa. Ma esistono stili di vita su cui è possibile agire. La medicina della riproduzione moderna non si limita alle tecnologie di laboratorio, ma guarda alla persona nella sua interezza, integrando scienza, prevenzione e ascolto.
Prendersi cura di sé, anche attraverso scelte quotidiane più consapevoli, è parte del percorso verso una gravidanza. Un percorso che non è mai standard, ma costruito su misura, passo dopo passo.